Probabilmente non c’era bisogno della piazza per i pratesi. Che hanno comunque deciso di manifestare in modo spontaneo per la sicurezza, oggi tristemente legata ai fenomeni noti dello spaccio e dell’uso di stupefacenti.
Il dato che invece si contraddistingue per originalità è quello della manifestazione cinese che si è tenuta stamani a Chinatown. Il fatto appare importante perché porta alla ribalta della cronaca anche gli aspetti legati alla sicurezza per quella parte di popolazione e per quella parte di realtà e città.
Lo dimostrano anche i numeri: siamo sempre stati abituati a una comunità cinese timida, chiusa in se stessa e recalcitrante a mostrarsi. Stavolta abbiamo avuto la riprova di un cambio di tendenza, segnale (purtroppo) anche di un senso di disagio forte.
 
Si apre per Prato un periodo di attenta riflessione su come fornire le giuste e adeguate risposte. Risulta evidente che la città adesso chieda questo ad ogni livello istituzionale, da quello locale a quello nazionale. Partendo da queste risposte - se arriveranno - potremmo anche assistere a un rilancio di Prato. Del suo centro storico, soprattutto. Molto dipenderà anche dalla maturità della classe dirigente.
Di fronte a una crisi così evidente, come diciamo spesso, tutti devono fare la loro parte. Tralasciando posizioni di esclusivo disfattismo.