Una riflessione di Francesco Querci, presidente del Consorzio Santa Trinita

Scrivo in merito alle recenti vicissitudini relative alla questione sicurezza del centro storico e non solo, alimentate da alcuni articoli di giornale, che a loro volta sono stati tirati da quella o dall’altra parte a seconda della personale percezione del fenomeno, della personale situazione sotto casa o anche per appartenenza e/o vicinanza partitica a chi governa la città o a chi ne sta all’opposizione.

Innegabilmente, la vittima principale di tutto questo ne è l’immagine del centro storico, che da sempre subisce le conseguenze mediatiche dell’estremizzazione delle idee opposte.

Vorrei anzitutto chiarire che la nostra mission è creare attrattiva sul territorio, esaltarne i valori intrinseci, la bellezza dell’arte, la capacità dei commercianti, senza dimenticare la progettualità per il decoro e anche per la sicurezza.

Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto:

  1. siamo subito intervenuti con la cena di Sant’Orsola per attirare l’attenzione su uno degli angoli più degradati della città. In seguito, abbiamo lavorato alla messa in sicurezza dei giardini con nuove recinzioni e cancello. Poi, la convenzione e la gestione dello spazio verde con guardia armata (pagata con i soldi della cena “Presa della Piazzetta”). Oggi stiamo trattando la sua riqualificazione in attesa del progetto complessivo dell’area ex Misericordia e Dolce;
  2. abbiamo chiesto le telecamere. Una oggi è posizionata all’angolo con via Marianna Nistri, dove si sono registrati vari episodi sgradevoli;
  3. siamo intervenuti sull’ex bar Romeo (ora la gestione è cambiata) quando la situazione è divenuta insostenibile;
  4. siamo intervenuti sull’ex distributore di bibite (ora chiuso);
  5. siamo intervenuti per impedire l’apertura di un TransferMoney;
  6. stiamo attivando la vigilanza privata con un presidio fisso.

Non c’è da meravigliarsi, dunque, se difendiamo il nostro territorio, anche in modo vigoroso: lo possiamo fare per il tempo, la fatica e l’impegno che decine di persone ci stanno mettendo come volontari o anche grazie a chi dà a questi fiducia.

La consapevolezza della presenza di situazioni critiche non ha impedito lo sviluppo nel territorio di percorsi virtuosi che hanno condotto ad invertire il trend negativo di chiusure a vantaggio di aperture. Qui va un ringraziamento a chi ha inteso investire o restare, dando fiducia ad un’idea ed ad un progetto di città.

Da qui la nostra idee di coinvolgere le due identità più caratterizzanti, ovvero l’enogastronomia e la cultura, per un ulteriore rilancio del territorio e di un’immagine dietro la quale si cela il lavoro e la vita di famiglie. Chi volontariamente presta ore del proprio tempo all’associazione lo fa in quanto portatore di un interesse personale (professionale o residenziale che sia) che dà origine ad una volontà di migliorare la vita nel quartiere, in una visione comune d’intenti e di azione.

Abbiamo la consapevolezza che alcuni problemi non sono ancora risolti, ma speriamo di poterne uscire positivamente, fungendo da stimolo all'amministrazione e alle forze dell'ordine.

Sta a noi difendere la capacità attrattiva del quartiere, cercando di neutralizzare ciò che di negativo si manifesta al suo interno.

Se non fossimo convinti di questo, tanto varrebbe “tirare giù il bandone”.