La collaborazione tra pubblico e privato è un'opportunità, non un fattore di competizione per il territorio

La nostra associazione - no profit, composta da cittadini, residenti, attività e professionisti - è attiva in città da due anni. Mettendo in campo iniziative di vario genere per lavorare sulla riqualificazione del territorio, si differenzia dall’idea di comitato, che opera per mettere in luce problemi isolati. Dal decoro, al ripristino di un marciapiede: ogni nostro intervento vuole lavorare sulla capacità attrattiva del territorio. 

Sulla questione sicurezza, abbiamo elaborato un nostro progetto con funzione ausiliare e non sostitutiva dell’operato delle forze dell’ordine. L'obiettivo è combattere la percezione di insicurezza diffusasi sul territorio, cercando di offrire un segnale positivo, progettuale e di condivisione. In altre parole, dare al quartiere una maggior tranquillità e, dunque, una migliore percezione della qualità della vita.

Il progetto si articola in due fasi: 

1) la collocazione, nel quartiere, di una guardia giurata, che controlli la zona di notte durante il fine settimana; 

2) la proposta di istallazione di nuove telecamere, anche a circuito chiuso, gestite esclusivamente dalle forze dell’ordine e/o di un piano anti-rapina, ovvero collegando fra loro i commercianti aderenti ad un ponte radio con un istituto di vigilanza, che poi filtrerebbe le chiamate a chi di dovere. 

La questione deve essere letta nel suo insieme. E la proposta di collaborazione fra pubblico e privato va intesa a sostegno e non contro di quanto viene già svolto sul territorio.

(Sulla questione: http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/04/26/news/il-sindacato-di-polizia-boccia-la-sicurezza-fai-da-te-1.11309940 ; http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/04/27/news/querci-la-vigilanza-privata-non-sostituisce-le-forze-dell-ordine-1.11315765).